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Longevity & Wellness
La bilancia non racconta tutta la verità: cosa significa davvero cambiare il proprio corpo
Il peso non racconta da solo come sta cambiando il tuo corpo. Scopri massa muscolare, circonferenze, composizione corporea e come monitorare davvero i progressi
18 September 202611 min di letturaDi IMMAGINE
La bilancia non racconta tutta la verità: cosa significa davvero cambiare il proprio corpo
Ti alleni da qualche settimana.
Ti senti più forte.
I pantaloni si chiudono meglio.
Ti guardi allo specchio e qualcosa sembra diverso.
Poi sali sulla bilancia.
-1 kg.
E improvvisamente tutto quello che hai fatto ti sembra inutile.
È una scena che vediamo spesso.
Per anni siamo stati abituati a considerare un solo numero come giudice del nostro percorso:
il peso.
Se scende, abbiamo fatto bene.
Se non scende, qualcosa non sta funzionando.
Ma il corpo umano è più complesso di così.
La bilancia misura quanto pesiamo.
Non ci dice da cosa è composto quel peso.
Ed è proprio da qui che bisognerebbe iniziare.
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Peso corporeo e composizione corporea non sono la stessa cosa
Due persone possono pesare esattamente 70 kg ed avere corpi completamente differenti.
Perché quei 70 kg comprendono diversi tessuti e componenti:
massa muscolare;
tessuto adiposo;
ossa;
acqua;
organi e altri tessuti.
Una normale bilancia mette tutto insieme e restituisce un unico numero.
Non può sapere se durante un percorso hai perso tessuto adiposo, mantenuto muscolo, aumentato forza o modificato alcune circonferenze.
È uno dei motivi per cui anche strumenti come il BMI, pur essendo utili come indicatori generali, non rappresentano una misurazione diretta della massa grassa e non distinguono muscolo, grasso e massa ossea.
Per questo a IMMAGINE preferiamo una domanda diversa da:
“Quanto hai perso?”
Ci interessa anche capire:
“Come sta cambiando il tuo corpo?”
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Puoi perdere grasso senza vedere grandi cambiamenti sulla bilancia?
Sì, può succedere.
Immaginiamo, semplificando, che durante un determinato periodo una persona riduca parte della propria massa grassa mentre contemporaneamente mantiene o aumenta parte della massa magra.
Il risultato sulla bilancia potrebbe essere molto meno spettacolare di quello che ci aspettiamo.
Ma il risultato sul corpo potrebbe essere completamente diverso.
È il concetto alla base della cosiddetta ricomposizione corporea: spostare l’attenzione dal solo peso alla qualità dei cambiamenti che stanno avvenendo.
Questo non significa promettere che chiunque possa perdere molti chili di grasso e contemporaneamente costruire grandi quantità di muscolo.
Età, livello di allenamento, alimentazione, situazione di partenza e caratteristiche individuali fanno una grande differenza.
Significa però riconoscere una cosa importante:
il peso totale può sottostimare alcuni progressi.
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Il muscolo cambia il modo in cui guardiamo il dimagrimento
Qui arriviamo a uno dei concetti centrali del metodo IMMAGINE.
Se una persona vuole migliorare la propria forma fisica, non ci interessa semplicemente renderla “più leggera”.
Ci interessa possibilmente renderla anche:
più forte, più funzionale e più capace di mantenere il risultato nel tempo.
Durante una perdita di peso, infatti, non tutto ciò che viene perso è necessariamente grasso.
Una delle ragioni per cui l’allenamento contro resistenza è importante durante un percorso di dimagrimento è proprio la capacità di contribuire alla conservazione della massa magra.
Una recente revisione della letteratura sottolinea proprio l’importanza dell’allenamento di forza e di un apporto nutrizionale adeguato quando l’obiettivo è ridurre il peso preservando il più possibile tessuto muscolare e funzionalità.
E questo cambia completamente il significato di “ottenere risultati”.
Non vogliamo semplicemente vedere un numero più piccolo.
Vogliamo possibilmente ottenere un corpo migliore a quel peso.
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65 kg non sono sempre gli stessi 65 kg
Facciamo un esempio puramente illustrativo.
Una persona inizia un percorso a 65 kg.
Dopo alcune settimane pesa ancora circa 65 kg.
Guardando esclusivamente la bilancia potrebbe pensare:
“Non è successo niente.”
Ma immaginiamo contemporaneamente di osservare:
circonferenze leggermente inferiori;
maggiore tonicità;
miglioramento della forza;
vestiti che cadono diversamente;
fotografie differenti;
una migliore capacità di eseguire gli esercizi.
A quel punto possiamo ancora dire che non è successo niente?
No.
Ma attenzione anche all’errore opposto.
Se l’obiettivo concordato è una perdita di peso significativa e nel tempo né peso, né misure, né foto, né prestazioni stanno cambiando, non dobbiamo raccontarci che “la bilancia non conta”.
Bisogna rivedere il percorso.
Questa è la differenza tra monitorare e giustificare.
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La circonferenza vita può dirci qualcosa che il peso non ci dice
C’è poi un’altra misura estremamente semplice: la circonferenza addominale.
La distribuzione del tessuto adiposo ha importanza, non soltanto la quantità totale.
Una consensus internazionale pubblicata su Nature Reviews Endocrinology sottolinea che la circonferenza vita fornisce informazioni aggiuntive rispetto al solo BMI nella valutazione dell’adiposità addominale e del rischio cardiometabolico.
Questo non significa che una misura fatta in palestra possa diagnosticare il rischio cardiovascolare.
Quello è compito sanitario.
Significa però che osservare come cambiano le circonferenze nel tempo può aggiungere informazioni interessanti rispetto al solo peso.
Ed è esattamente il motivo per cui preferiamo monitorare un percorso utilizzando più elementi.
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Le fotografie possono mostrare quello che dimentichiamo
C’è un altro problema.
Noi vediamo il nostro corpo tutti i giorni.
E proprio per questo siamo spesso le persone meno adatte a percepire i piccoli cambiamenti progressivi.
È un po’ come osservare crescere qualcuno che vediamo quotidianamente.
Il cambiamento esiste, ma il cervello si abitua.
Una fotografia effettuata sempre:
nella stessa posizione;
con condizioni simili;
con lo stesso tipo di abbigliamento;
possibilmente con illuminazione confrontabile;
può rendere molto più evidente un’evoluzione che allo specchio non avevamo percepito.
Ed è uno dei motivi per cui abbiamo inserito Bodyfy nei percorsi IMMAGINE.
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Bodyfy: non soltanto “quanto peso?”, ma “come sto cambiando?”
Con Bodyfy possiamo creare un punto di partenza fotografico e raccogliere misurazioni che permettono di confrontare l’evoluzione nel tempo.
Il valore non sta nella singola fotografia.
Sta soprattutto nella serie storica.
Partenza.
Controllo.
Nuovo confronto.
In questo modo possiamo osservare il percorso con maggiore oggettività.
Naturalmente Bodyfy non sostituisce una valutazione medica né metodiche cliniche di analisi della composizione corporea.
Per noi è uno strumento di monitoraggio del percorso fitness e del cambiamento visibile e misurabile.
E può essere particolarmente utile quando la bilancia sembra ferma ma il corpo sta iniziando a modificarsi.
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Poi però bisogna dare al corpo uno stimolo
Misurare senza intervenire serve a poco.
Una volta definito il punto di partenza dobbiamo capire che tipo di stimolo serve a quella persona.
Ed è qui che entrano in gioco i diversi strumenti disponibili nei centri IMMAGINE.
EMS Antelope
L’EMS viene utilizzata nei nostri percorsi integrandola al movimento e all’esercizio.
L’obiettivo non è stare fermi aspettando che una tecnologia faccia il lavoro al nostro posto.
Lo stimolo elettrico accompagna un allenamento programmato e guidato, permettendoci di lavorare contemporaneamente su diversi distretti muscolari.
Per chi ha poco tempo può essere uno degli strumenti attraverso cui costruire una seduta molto concentrata e personalizzata.
Ma la parola importante rimane:
allenamento.
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MIRROR e allenamento funzionale
Non tutto deve essere tecnologico.
Muoversi bene rimane fondamentale.
Con MIRROR e con il lavoro funzionale possiamo concentrarci su esercizi, mobilità, coordinazione, forza e controllo del movimento adattando la seduta alle caratteristiche della persona.
Il nostro obiettivo non è farti semplicemente “bruciare calorie”.
È costruire un corpo che sappia fare più cose e farle meglio.
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E Vacu?
Qui è importante non confondere gli obiettivi.
Vacu può essere inserito all’interno di percorsi che comprendono movimento e lavoro specifico sugli arti inferiori e sull’aspetto corporeo.
Ma non diremmo mai:
“Hai perso centimetri grazie a una sola macchina.”
Il risultato di un percorso dipende dall’insieme:
allenamento, attività quotidiana, alimentazione, costanza, caratteristiche individuali e strumenti utilizzati.
La tecnologia deve amplificare un progetto sensato.
Non sostituirlo.
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Anche il recupero fa parte del cambiamento
Allenarsi sempre più forte non è necessariamente allenarsi meglio.
Il corpo deve ricevere uno stimolo.
Poi deve poter recuperare.
Per questo, quando è coerente con il percorso, in IMMAGINE possiamo integrare strumenti come RedCouch 360 per la fotobiomodulazione e ActiveCouch all’interno delle strategie dedicate al recupero e al benessere.
Anche qui vale la stessa regola:
nessuna tecnologia sostituisce le basi.
Sonno, alimentazione, riposo e gestione del carico di allenamento rimangono fondamentali.
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Come capire allora se un percorso sta funzionando?
Noi guarderemmo almeno cinque elementi.
Peso
Non lo eliminiamo.
Lo contestualizziamo.
Una variazione di peso può essere importante, soprattutto quando il dimagrimento è un obiettivo specifico.
Misure
Vita e altre circonferenze possono aggiungere informazioni che la bilancia non possiede.
Fotografie
Permettono di confrontare la forma del corpo nel tempo.
Prestazioni
Riesci ad utilizzare una resistenza maggiore?
Esegui meglio un movimento?
Hai più controllo?
Ti stanchi meno?
Questo è progresso.
Come vivi il tuo corpo
Ci sono poi cambiamenti difficili da ridurre a un numero:
salire le scale più facilmente;
sentirsi meno rigidi;
avere maggiore energia;
sentirsi più sicuri nei movimenti;
indossare nuovamente qualcosa che non utilizzavamo più.
Non sono dettagli.
Sono parte del risultato.
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Perché pesarsi tutti i giorni può confonderti
Il peso corporeo può oscillare anche nel breve periodo.
Acqua, quantità di cibo presente nell’apparato digerente, sale, carboidrati, ciclo mestruale, sudorazione e altri fattori possono modificare il numero sulla bilancia senza rappresentare necessariamente una variazione equivalente del tessuto adiposo.
Per questo un singolo peso isolato dice poco.
È il trend nel tempo ad essere più interessante.
Se scegli di pesarti frequentemente, ha più senso osservare l’andamento complessivo piuttosto che reagire emotivamente ad ogni variazione giornaliera.
E se quel numero tende a condizionare troppo il rapporto con il proprio corpo, possiamo tranquillamente utilizzare altri indicatori.
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“Ho perso soltanto un chilo”
Forse.
Oppure hai perso un chilo e contemporaneamente sei diventato più forte.
Forse una circonferenza è diminuita.
Forse il corpo ha iniziato ad assumere proporzioni differenti.
Forse i vestiti ti stanno diversamente.
Oppure, ed è altrettanto possibile, il percorso necessita di essere rivisto.
La cosa importante è avere abbastanza informazioni per distinguere queste situazioni.
Ed è proprio qui che una valutazione periodica diventa molto più utile di una semplice occhiata alla bilancia.
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Il metodo IMMAGINE: misurare, intervenire, verificare
Il nostro modo di lavorare può essere riassunto in tre parole.
MISURARE
Capire da dove partiamo.
Foto, misure, obiettivi, capacità fisiche e caratteristiche della persona.
INTERVENIRE
Costruire il percorso utilizzando gli strumenti che hanno realmente senso:
allenamento personalizzato, EMS Antelope, MIRROR, Vacu, recupero e gli altri servizi disponibili.
VERIFICARE
Dopo un periodo stabilito torniamo ad osservare.
Cos’è cambiato?
Cosa sta funzionando?
Cosa possiamo migliorare?
Non continuiamo un programma semplicemente perché lo avevamo deciso all’inizio.
Il programma deve adattarsi alla persona, non il contrario.
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Quindi la bilancia va buttata?
No.
E questo è forse il punto più importante dell’intero articolo.
Passare dall’ossessione per il peso all’idea che “il peso non conta mai” sarebbe semplicemente sostituire un errore con un altro.
La bilancia è uno strumento.
Non è un giudizio.
Non è il tuo valore.
E soprattutto non è l’unico dato disponibile.
Possiamo pesarci.
Possiamo misurarci.
Possiamo fotografarci.
Possiamo verificare quanto siamo diventati forti.
Possiamo osservare come ci muoviamo.
E mettendo insieme queste informazioni possiamo finalmente vedere qualcosa di molto più interessante di un numero:
il percorso.
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Vuoi scoprire come sta realmente cambiando il tuo corpo?
Nei centri IMMAGINE di Bra, Saluzzo e Savigliano possiamo partire da una valutazione e costruire un percorso personalizzato, monitorando nel tempo i cambiamenti attraverso Bodyfy e scegliendo allenamento, tecnologie e servizi in base alle tue esigenze.
Perché il nostro obiettivo non è semplicemente farti pesare meno.
È aiutarti a costruire un corpo più forte, funzionale e in cui sentirti meglio.